ceramic, mortar, 160x60x40 cm, 2024                                                                                         
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ENG
Outlining an absence and at the same time invoking an absolute presence, that of inhabiting, of being in a place with your whole self. Along the way we talk, we observe, we smell, labor, sing and move… but there always comes a moment when the only need is to stop, pause for a minute or for a few hours. Sleepers wants to occupy this ‘unproductive’ space of the journey where you don’t proceed, moving physically forward. You simply stand, for once not above, but beneath the surface we usually walk and play out our lives on. The silhouettes, ‘buried’ in the earth, seem to sink into it, evoking the idea of a return to ground zero, to an open, welcoming horizontality.

 

ITA
Sleepers delinea un’assenza e allo stesso tempo invoca una presenza assoluta, quella dell’abitare, dello stare in un luogo con tutti se’ stessi. Lungo il cammino si parla, si osserva, si annusa, si fatica, si canta e ci si muove… ma arriva sempre un momento in cui l’unico bisogno è quello di fermarsi, sostare per un minuto o per qualche ora. L’opera s’inserisce proprio in questo spazio “improduttivo” del cammino in cui non si procede, non si va avanti e non si sale di quota. Semplicemente si sta. Il riposo diventa un’esperienza profonda, quasi rituale, in cui le sagome dei dormienti si fondono con il paesaggio circostante. L’essere per una volta non sopra, ma sotto la superficie su cui usualmente camminiamo e svolgiamo le nostre vite, è un ribaltamento di prospettiva centrale nell’opera.